Quando nel 2008 Castrenze decide di iscriversi alla scuola media, a settantatrè anni, ha uno scopo preciso: nonostante l’età vuole imparare a “scrivere meglio” per raccontare il periodo più travagliato della propria esistenza. L’Odissea della mia vita che per quanto triste possa apparire è valsa la pena di essere vissuta è il risultato, ottenuto con fatica e grande forza di volontà, del suo impegno. La narrazione copre un arco temporale che va dall’inizio del Secondo conflitto mondiale fino ai primi anni Cinquanta: sullo sfondo una Sicilia arcaica, ancorata alle condizioni economiche e sociali del XIX secolo, dove vige quel latifondismo che contrappone pochi benestanti a migliaia di famiglie poverissime.
MOTIVAZIONE DELLA GIURIA NAZIONALE:
Il Premio Pieve Saverio Tutino 2012 è stato assegnato a Castrenze Chimento per L’odissea della mia vita (memoria 1940-1956):
Nelle sue memorie rievoca una infanzia di abusi, abbandono e violenze con una scrittura allo stesso tempo sorgiva, lirica e visionaria, capace di una empatia quasi magica con la natura e gli animali.
Il diario vincitore Chimento, nato ad Alia (Palermo) nel 1935, nella sua memoria racconta episodi avvenuti tra il 1940 e il 1956. Lo fa con grande intensità traducendo l’oralità sulla pagina, testimonia la fiducia nel potere ‘sacrale’ della scrittura. A colpire in particolar modo la Giuria inoltre è stata la sua volontà di imparare a scrivere per poter poi raccontare la sua vita. L’autore infatti si è iscritto all’età di 74 anni a un Centro Territoriale Permanente per l’Educazione degli Adulti di Palermo ed è riuscito finalmente a realizzare il suo sogno.
La violenza familiare e le conseguenze che ne sono derivate per i soggetti più deboli, le donne e i bambini, sono stati temi ricorrenti in questa edizione del Premio.