Premio Pieve Saverio Tutino 2026
42esima edizione
Pieve Santo Stefano
17-20 settembre 2026

Il programma del Premio Pieve 2026 presto on line

C’è una parola che attraversa ottant’anni di storia italiana senza mai consumarsi: Repubblica. Non è soltanto una forma di Stato nata dal voto del 2 giugno 1946; è un’esperienza condivisa, una costruzione quotidiana fatta di scelte pubbliche e di vite private. Nel 2026 ricorre l’ottantesimo anniversario di quella scelta, e la ricorrenza non riguarda solo le istituzioni: riguarda ciascuno di noi.

La memoria pubblica ne custodisce i simboli, le date, i riti civili. Ma la Repubblica prende corpo nelle memorie private: nelle lettere conservate in una scatola, nei racconti tramandati a tavola, nei diari che annotano paure e speranze, nelle fotografie delle prime elezioni a suffragio universale. È nelle case che la democrazia ha trovato la sua prima palestra, nella quotidianità di chi ha imparato a esercitare diritti nuovi e ad assumersi responsabilità altrettanto nuove.

Ottant’anni fa quella scelta nacque dalle macerie della dittatura e della guerra mondiale. Non fu un gesto astratto: fu la risposta concreta di un popolo che aveva conosciuto l’abisso e desiderava fondare un ordine diverso, basato sulla libertà, sull’uguaglianza, sulla dignità della persona. La Costituzione ne avrebbe tradotto i principi in parole solenni; le vite comuni ne avrebbero sperimentato, giorno dopo giorno, la fatica e la promessa.

Ogni stagione della storia repubblicana ha inciso tracce profonde nelle biografie individuali: la ricostruzione, le trasformazioni sociali, le tensioni politiche, le conquiste dei diritti civili, le crisi economiche. La tenuta democratica non è dipesa soltanto dagli equilibri istituzionali, ma anche dalla memoria diffusa di ciò che era stato e di ciò che non si voleva più essere. La memoria, in questo senso, è stata una forma di vigilanza.

L’edizione 2026 del Premio Pieve propone di rimettere al centro questo intreccio tra pubblico e privato. Non una celebrazione rituale, ma un esercizio di consapevolezza: riconoscere che la Repubblica non vive soltanto nei palazzi, bensì nelle scelte quotidiane, nella partecipazione, nella cura del bene comune.

Rileggere le memorie significa restituire profondità al presente. Significa comprendere che la democrazia non è un’eredità immobile, ma un racconto che continua a scriversi. E che ciascuno, con la propria voce e la propria esperienza, contribuisce a dare forma alla storia condivisa che chiamiamo Repubblica.

Finalisti 2026

Olga Ajello
Fernanda Capece Minutolo
Angela Coletta
Patrizia D’Alterio
Placido Priscimone

Giuria 2026

Guido Barbieri / Camillo Brezzi / Natalia Cangi / Gabriella D’Ina / Luca Formenton / Patrizia Gabrielli / Paola Gallo / Antonio Gibelli / Roberta Marchetti / Melania G. Mazzucco / Annalena Monetti /  Stefano Pivato / Sara Ragusa

con il contributo di

Le attività per il centenario della nascita di Saverio Tutino sono realizzate grazie al contributo concesso dalla Direzione generale Biblioteche e istituti culturali del Ministero della Cultura

media partnership

con il patrocinio di

PNRR Bando Borghi "Repubblica delle foreste, custodi dell'Alpe della Luna”