Un manoscritto unico, custodito ancora oggi in una scatola verde punteggiata di nero, racchiude l’odissea di Bruno. Nel novembre del 1945, il giovane bergamasco fissa i suoi ricordi di guerra usando l’inchiostro blu e, in mancanza di carta, scrive sul retro delle etichette di scatole di piselli “FARM HOUSE” provenienti da Chicago, rilegandole poi con una striscia metallica ricavata dalle stesse confezioni.
La sua storia inizia nel 1941 con il richiamo alle armi a Bolzano e il trasferimento a Cattavia, a sud di Rodi. Dopo l’8 settembre 1943, Bruno si dà alla macchia e, per sopravvivere, accetta di lavorare per i tedeschi. Finisce poi prigioniero degli alleati prima in Algeria e successivamente a Taranto, da dove riesce a evadere. Dopo numerose traversie, passa da Milano e raggiunge finalmente casa il 20 aprile 1946.