Quarant’anni fa, nell’inverno del 1986, una donna arriva a Pieve Santo Stefano con un lenzuolo sotto il braccio. Si chiama Clelia Marchi e porta con sé molto più di un manoscritto: affida all’Archivio Diaristico Nazionale la storia della sua vita, scritta su un lenzuolo della dote dopo la morte del marito Anteo, trasformando un oggetto quotidiano in una delle più straordinarie testimonianze della scrittura autobiografica italiana. Il fondatore dell’Archivio Saverio Tutino comprende subito l’unicità di quell’opera e scrive che a Pieve “quell’oggetto di memoria avrebbe trovato la sede adatta per raggiungere lo stato di soggetto: tra gli altri diari non si sarebbe trovato chiuso in un museo, ma immerso in un vivaio della memoria”. A quarant’anni da quel giorno, riscopriamo insieme il valore del Lenzuolo, la storia del suo viaggio fino a Pieve e la forza di una testimonianza che continua a emozionare lettori e visitatori.
Nel corso dell’incontro sarà trasmesso un videointervento di Luca Formenton.