Quando nell’agosto del 1944 Pieve Santo Stefano fu minata e fatta saltare in aria dall’esercito tedesco in ritirata, solo i muri del suo abitato avrebbero potuto raccontare la ferocia e l’accuratezza di questa distruzione, sistematica e definitiva. Gli abitanti furono fatti sfollare e alcuni videro esplodere le loro case dalle colline intorno.
Con il progetto “I muri parlano” si vuole dar voce alla Pieve distrutta per ricordare, attraverso le parole autentiche dei testimoni dell’epoca, il paese com’era, la disperazione nel vedere che “non c’era più niente”, la ricostruzione frettolosa del dopoguerra.
Come se ogni angolo volesse parlare e riprendersi la dignità di loggiato, torre, ponte, antico palazzo, amata abitazione, chiesa scomparsa, rivendicando almeno la memoria di quello che “era un gioiellino”.
“I muri parlano” è un percorso in divenire che, attraverso l’installazione di mattonelle con QRcode, permette l’accesso a contenuti audio e video legati alla memoria di Pieve e dei suoi abitanti. Il progetto nasce da un’idea di Diego Dalla Ragione e vede la partecipazione di Archivio diaristico nazionale, Promemoria ODV, Comune di Pieve Santo Stefano.
In occasione della 41esima edizione del Premio Pieve verrà installata una mattonella con la testimonianza di Grazia Cappelletti, indimenticata anima dell’Archivio.