Piazza Plinio Pellegrini
sabato 19 settembre ore 18.00

Dovunque la fisica fosse Fisica

Lettere 1948-1951

di Eduardo Renato Caianiello e Carla Persico, vincitori ex aequo del Premio Pieve 2025
Il Mulino, 2026

incontro con Guido Barbieri, Eva Caianiello e Marco Motta
letture di Donatella Allegro e Andrea Biagiotti
ph. Luigi Burroni

Per esprimere l’impressione che ho provato leggendo questo epistolario tra due coniugi lontani rubo un verso meraviglioso alla poetessa polacca Wisława Szymborska, premio Nobel per la letteratura nel 1996: «Ascolta come mi batte forte il tuo cuore». Un appassionato dialogo in cui la distanza fisica che li separa, «uno a nord e l’altra a sud», viene azzerata da un’unione profonda, saldamente tessuta dall’intreccio dei sentimenti più autentici che da sempre mettono in sintonia reciproca due cuori, unendoli in un battito sincronizzato.
L’atteggiamento «umanista» di Eduardo Caianiello e il suo interesse per la filosofia, che già emergono da questo carteggio, possono contribuire a mettere a fuoco quella curiosità che, unita al rigore che ha sempre caratterizzato il suo approccio teorico, gli consentì di declinare e mantenere vivi interessi di ricerca apparentemente disparati, dalla fisica alla cibernetica, della quale divenne non solo uno fra i principali esponenti in Italia, ma una delle figure di riferimento a livello mondiale.
Profondamente convinto del rapporto inscindibile tra ricerca scientifica di base e sviluppo tecnologico (con ricadute sul mondo produttivo), egli riteneva che per la rinascita dell’Italia in generale e del Meridione in particolare fosse necessario puntare proprio su questo connubio, alimentato da una visione «umanista», frutto della sua radicata convinzione che questo movimento congiunto di scienza e tecnologia non avrebbe potuto dare risultati apprezzabili se non fosse stato coadiuvato e sorretto da un progetto culturale di ampio respiro.

dall’introduzione di Silvano Tagliagambe