Digressioni ironiche e argute accompagnano il pubblico alla scoperta della figura più misteriosa e sfuggente de Le avventure di Pinocchio. Salvifica e incantevole, unica grande presenza femminile del racconto, la Fata Turchina orienta il cammino del burattino con le sue continue apparizioni e sparizioni, guidandolo in un percorso fatto di cadute, scoperte e trasformazioni. Un viaggio archetipico e allegorico, insieme sublime e grottesco, che è prima di tutto un viaggio dentro sé stessi. A racchiuderne il senso è una frase che attraversa lo spettacolo come un filo invisibile: «Ricordati che colui che tira i fili è questo Essere celato in noi».
Partiamo dal fatto che dopo la Bibbia, Pinocchio è il libro più letto al mondo. La Fata Turchina è l’unico personaggio femminile del racconto, e in un certo senso incarna un archetipo di figura femminile buona, paziente, accogliente e che perdona. In un certo senso credo che diversi uomini sognino ancora una donna così.
Lella Costa