“Buenos Aires 15/1/91
I ricordi di Un Emigrante Pievano
A 26 anni dopo aver sopportato 5 anni di militare in guerra e, prigionia in Africa, il giorno 7 gennaio 1948 partii da Genova emigrando in Argentina. Oltre 13.000 sono i km. aerei e, quasi 15 le ore di volo che separano l’attuale residenza dal mio paese d’origine e, 43 sono gli anni ormai trascorsi da che mi allontanai. Ricordi!! !! … quanti!!!! … quanta miseria si allora, ma anche quanta preziosa esperienza e rara astuzia imparata nel mio paese anche se a caro prezzo. Voglio dire che, almeno per me, nessuna scuola letterata o, tanto meno l’attuale presunta progressiva e migliore condizione economica di illudente benessere, potrebbero insegnare e giovarmi positivamente di più, quanto le povere restrizioni di quei tempi, mi regalarono in termini di scaltrezza, di capacità e di sopravvivenza. Sono nato a Pieve S. Stefano da modesta famiglia di Artisti operai nel 1921, furono nell’era i tempi in cui la vivace semplicità e l’onestà intuitiva risolveva con il sorriso sulle labbra e con rara modestia ogni problema sia duro che durissimo […]”
Dante Crescioli, emigrato in Argentina, ripercorre a ritroso il filo della vita e torna alla sua infanzia, dove ritrova – nel ricordo – la sua Pieve intatta.
Una ricostruzione vivida del paese: l’architettura, gli abitanti, le usanze, le feste popolari.
Con la memoria Dante ripercorre ogni strada, rivede ogni volto. Se li ritrova davanti agli occhi in tutta la loro luminosità, come se Pieve non fosse mai stata distrutta, non nel suo cuore.