“GIORNALE FAMILIARE
politico anticanagliesco
Quotidiano della sera
Roma – Sabato 8 aprile 1916. Anno II n. 99
Camera — fratello — Papiro 16 filiale 24. Anno II n. 161
Per gli abbonamenti rivolgersi a Gino Ambrosetti – Via Monserrato n. 43 Roma
Critica e arte
Nessuno può negare che tutti abbiamo diritto di critica al più completo, anche se essi non sono capaci di compiere quelle opere d’arte che essi intendono criticare. Qualunque spazzino può innalzare la sua erudizione fino a criticare la “Commedia”, il “Furioso”, il Petrarca, la “Gerusalemme”, anche se egli non sia neanche capace di scrivere un verso. Ma non bisogna confondere, bisogna, in ogni modo, tenere bene distinto critica e malignità. E quanti non sono, purtroppo che per odi speciali contro qualche artista, per invidia soprattutto, lo criticano, e, oltreché criticarlo, anche ciò non permesso, si permettono d’insultarlo. Questo non si chiama criticare ma malignare stupidamente, questo non è amare l’arte e il bello, ma odiare ogni forma, non è avere gusto, ma non capire nulla.[…]”
Il giornale-cronaca di un sedicenne della borghesia intellettuale romana che tiene un diario in terza persona annotando con ironia fatti sulla scuola, sui suoi numerosi interessi culturali e sportivi, ma anche sulla guerra e sul difficile dopoguerra. Ne emerge un affresco della Roma dell’epoca, la frequentazione di teatri e caffè, le nuotate nel Tevere con il fratello, ma anche la cura del terrazzo giardino alla quale il giovane si dedica con quotidiana passione.